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FASCIA TRICOLORE: QUANDO E COME INDOSSARLA - celebranti
foto di Fabio Miglio

Foto di Fabio Miglio

Fascia tricolore: quando e come usarla?

Ci è stato chiesto di celebrare un’unione con fascia tricolore. Ma quando è corretto farlo?

La risposta giusta è una sola: quando siamo stati investiti del ruolo di ufficiale dello stato civile conseguentemente a delega scritta del primo cittadino del comune in cui si svolge la celebrazione, approvata dalla Prefettura.  Quando dobbiamo quindi celebrare un rito civile.

Il sindaco, quale Ufficiale di Governo, può delegare alla celebrazione del matrimonio i cittadini italiani che hanno i requisiti per l’elezione a consigliere comunale.
(D.P.R. n. 396/2000, art. 1, comma 3).

La delega è ammessa solo nelle ipotesi indicate da esplicite previsioni normative, come il Dpr. n. 396/2000, dove a norma dell’articolo 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127, all’art. 70 stabilisce che: «L’ufficiale dello stato civile, nel celebrare il matrimonio, deve indossare la fascia tricolore di cui all’articolo 50, comma 12, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, da portarsi a tracolla sulla spalla destra, con il colore verde rivolto verso il collo e il colore rosso rivolto verso il basso ».

Non solo quindi si deve essere espressamente autorizzati, ma occorre anche indossarla nella maniera corretta.

La disciplina del suo uso è legata, dunque, alla natura delle funzioni sindacali che sono di capo dell’Amministrazione comunale e di ufficiale di Governo. Alla fascia tricolore infatti viene attribuita una specifica funzione che è distintiva, siccome finalizzata a rendere palese la differenza tra il sindaco e gli altri titolari di pubbliche cariche.

A parte il discorso puramente etico e di correttezza che dovrebbe contraddistinguere chi esercita una professione delicata ed importante come la nostra, in merito all’utilizzo della fascia tricolore nel corso della cerimonia puramente simbolica, in assenza di delega e in luogo non individuato e non riconosciuto come “casa comunale”, va da sé che non vada utilizzata come segno distintivo di un’autorità che in quel momento non si esercita.

Ne va della nostra serietà, competenza e professionalità.

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